Archived entries for diary

Klezbodians at opera

Thanks for the grrrrrrrrrreat pictures Ken Edgar.

Klezbodians

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Frontiere

Ci si sposta sempre verso una frontiera, sia geografica che mentale. Ora la frontiera e, la birmania (come la continuiamo a chiamare noi giusti ). La frontiera della frntiera e’ I’ll confine geografico con la tailandia perche’ da sempre I confini sono territori non del tutto codificati, territoriche presentano uno scarto e dove c’e’ una differenza c’e’ sempre un potenziale.
Allora se la birmania si aprira’ , come sembrerebbe dalle ultime riforme, tuttisaremopronti a trarne vantaggio.
Piu’ per curiosita’ che per opportunita’, spero, mi convinco a salire in aereo e poiin autoper cinque ore con un khmer cinese assistenre di un non definito tycoon, un laotiano con passaorto francese, la sua ragazza enun birmano che vive da 15anni in tailandia.
Fuoridal finstrino un nastro di cartelloni pubblicitari, capannoni e case costruite negli stili piu’ ecclettici.
L’impiantostereo propone un’ accozzaglia di successi musicali degliultimi quindici anni.
Dopo sette ore di auto arriviamo in un paese e iniziamo a cercare un certo dottore. All’ ospedale non c’e’.
Andiamo sulla linea di confine. Un casotto in metallo delimita questa linea immginaria. Birmani e tai camminno al di qua e al di la’ senza troppa attenzione.
Troviamo I’ll dottore, seguiamo la sua auto dentro un golf club, in realta’ siamogia’in myanmar senza dover aver il visto.
Con due auto andiamo a vedere tre possibili siti per il progetto.
Due sono I cortili di case di amici. Il terzo vicino ad una pagoda e a pochi metri da un cancello che delimita ilconfine in quel punto si dimostra ideale.
Torniqmo indietro,aspettiamo ad un negozio che l’autista vada acomprare alcolici da regalare in giro. Poi seguimao una moto di una specie di guardia. Entriamo nel cortile duna casa. Usciamo dall,altra parte: siamo in tailandia.
I due villaggi, queelo tai e quello birmano, sono intrecciati, un luogo perfetto per un racconto di carroll. Solo guardando le case si capisce in quale paese ci si/trova.

Interior tempo

What if each place with its own genius loci would shape a certain tempo inside each individual? Could we imagine each culture having an own speed. Inthat case whatwould be cambodia’s? An andante? And italy’s? Allegretto scherzoso? Maybe lately just an adagio. And china ?Maybe vivace marziale?

Interior tempo

What if each place with its own genius loci would shape a certain tempo inside each individual? Could we imagine each culture having an own speed. Inthat case whatwould be cambodia’s? An andante? And italy’s? Allegretto scherzoso? Maybe lately just an adagio. And china ?Maybe vivace marziale?

The Rabbi way

L’ultimo centro

L,ultimo uomo ha perso I’ll senso delle proporzioni tra se e I’ll mondo. Non sa piu’ trovare un equilibrio perche’ lui si sente il centro di ogni forma.

Interior tempo

What if each place with its own genius loci would shape a certain tempo inside each individual? Could we imagine each culture having an own speed. Inthat case whatwould be cambodia’s? An andante? And italy’s? Allegretto scherzoso? Maybe lately just an adagio. And china ?Maybe vivace marziale?

Arcitetti: distopie in costruzione

Visto l’incredibile successo di Teachers! (oltre 30 visite in 6 mesi) ecco una nuova bozza di sceneggaitura:

Arcitetti: piastrelle e mattoni

Personaggi Principali:
l’Arcitetto: camicia nera, pantaloni neri, scarpe in tela finto chic comprate in Cina, occhiali neri, pennine nel taschino, borsa nera North Face tutta rovinata, bicicletta. Vorrebbe meditare tutto il giorno ma si e’ rassegnato al capitalismo.
Gambe leggere: cliente, donna 30enne asiatica, magra attraente, ha piu’ sensibilita’ dei suoi amici ma ancora non ha ancora elaborato una visione del mondo personale e coerente.
Riportino: viene presentato come “fratello di Gambe Leggere”  ma in realta’ e’ un neo-ricco con moglie giovane, riportino, macchinone e brillanti.
Dodo: il terzo cliente. basso con stomaco rotonrdo, cambogiano e cinese, amante della buona cucina, calmo e risoluto, canta bene e si ubriaca fino ad addormetarsi al karaoke.

Atto 1. Scena 1.
Ambientazione: ristorante cinese di ravioli al vapore.  Tavolo rotondo con l’Architetto, Gambe Leggere, Dodo e Riportino. Come in ogni pranzo di lavoro asiatico ( eccezione fatta per il Giappone) ci so 3-4 altre persone di non ben definito ruolo.
Vengono ordinati una decina di piatti serviti negli eleganti cesti in bamboo per la cottura al vapore. La conversazione salta tra cantonese, mandarino, khmer ed inglese. Difficile dire di cose si stia parlando. Dopo tanto divagare si arrivare a parlare del progetto: un club per cinesi sul lungo fiume. Dodo parla di incredibili guadagni che un amico dell’amico avrebbe fatto a Shenzen aprendo un club. Di solito chi usa soldi per far soldi non e’ mai un buon committente ma l’Architetto si e’ rassegnato alla decadenze dei tempi e dopo aver immaginato per un attimo di lavorare per Olivetti, sorride e si ficca in bocca l’ennesimo raviolo.

Atto 1: Scena 2
Personaggi: Gambe leggere, Dodo, Riportino, l’Arcitetto, 4-5 persone di non ben definito ruolo
Ambientazione: ristorante cinese. tavolo rotondo. salone semi vuoto. piccoli piatti di ravioli al vapore scivolano sul tavolo uno dopo l’altro.
Trama: Dodo ribadisce gli incredibili guadagni di un club. E afferma di voler costruire il tutto in 2 mesi. Per il resto parole parole parole in khmer, mandarino, thai cantonese.
Dopo 2h il pranzo finisce

Atto 1. Scena 3.
Personaggi: Dodo, Gambe leggere, l’arcitetto, il maestro di Feng Shui, assistente del maestro, telecamera dell’assistente del maestro, 4-5 persone dinon ben definito ruolo
Ambientazione: solito ristorante cinese con tavolo rotondo. salone semi vuoto come al solito. molti piatti di ravioli che ruotano liberamente sul tavolo.
Trama: il maestro in 15 minuti afferma di aver in segnato ad un certo Tong Shi Ping che ora e’ il piu’ grande architetto feng shui del mondo, di essere esperto di kung fu, di essere stato curato dal piu’ grande fisioterapista dell’universo ad hong kong ( lo spettatore comincera’ a riconoscere una certa spacconeria nel personaggio). L’arcitetto ascolta, finge di capire di che cosa si sta parlando e passa diversi minuti a decidere se sia meglio il raviolo al gamberetto con wasabi oppure quello con lo zenzero.

Atto 1 Scena 4.
Personaggi: Dodo, Gambe leggere, l’arcitetto, il maestro di Feng Shui, assistente del maestro, telecamera dell’assistente del maestro.
Ambientazione: il luogo del progetto. Hotel sul lungo fiume con piastrelle di dubbio gusto. L’hotel e; di proprieta’ di un ingegnere elettrico khmer francese che ha provato ad entrare nel settore ospitalita’, non capendo la differenze tra camere d’albergo e prese elettriche.
Trama: il Maestro pesa disegno su foglio A4 dell’edificio, trova baricentro, triangola, chuide, circuita, annusa, tossisce.
Il verdetto: via i bagni esistenti e spostati intorno al quadro elettrico. chuidere la porta ad est verso il fiume. De-mo-li-re la vasca con le carpe giganti sul lato lungo fiume. L’entrata si salva.
L’arcitetto sorride nervosamente.

Atto 1 Scena 5.
Personaggi: Gambe leggere, Riportino, l’Arcitetto, un po’ di operai.

“la mancanza di pianificazione genera mostri”. Riportino e gambe leggere vengono in cantiere a vedere come vanno i lavori. Squadre di operai e famigliari lavorano in diversi punti dell’edificio. Al centro, al fiano della futura entrata un muro in mattoni forati si innalza nella sua irreale proporzione. Alto 4m e spesso 12cm. Un foglio di carta. Riportino si agita, immagina scenari apocalittici dove i futuri clienti si scagliano ubriachi contro la parte facendola collassare. Urla ed impreca. Gli operai difendono il loro lavoro. L’arcitetto osserva fingendo incomprensione., in fondo sarebbe come prendersela con i soldati di una guerra civile che in battaglia sbagliano il congiuntivo .

Horror vacui

Dopodomani prendo il treno. 25 ore per arrivare a pechino.
con me sul treno nella classe “letti morbidi” ci sara’ anche un altro insegnante.
oggi mi ha chiesto quali film sto scaricando per affrontare il lungo viaggio.
e come mangero’. poi mi ha confidato di avere scaricoto un videogioco per  ipad di cui e’ gia dipendente.
non sapevo cosa dire. non avevo pensato a questo viaggio in treno come ad una traversata, non lo avevo caricato di tutta questa avventura.
e io che pensavo di dormire e leggere un po’…