Emigrante con il mouse


Lospremiagrumi mi chiese di scrivere alcune impressioni sull'essere designer in Asia.

Come molti altri ho lasciato l’Italia due anni fa, per curiosità, per fare esperienza, per delusione, e opportunità e mi sono spostato in estremo oriente. Un anno e mezzo a Tokyo e poi a Pechino.
Mi viene chiesto di riportare l’esperienza di progettista italiano all’estero.

Identità
Vuol dire avere a che fare con un'immagine forte,positiva, a volte invidiata, ben conosciuta all'estero ma che con la situazione reale ha ben poco a che fare.
Se posta in Asia credo che questa domanda ne contenga un'altra: che cosa vuol dire essere europei. Per quanto l’Europa sia soprattutto un unione economica, non possiamo negare che esista una matrice culturale comune, una relazione con la storia, il tempo con l’individualità e il territorio che e' diversa da quelle asiatiche.
Come progettista, fa si che uno venga subito associato ad un certo immaginario ( che varia da persona a persona, da Luchino Visconti alla Ferrari, da Dante al bel vivere) di cui però poi bisogna fornire delle prove, in forma di progetti dimostrandosi eredi di quell’immagine.
Quindi ci si può accorgere che di italiano non si ha poi molto oltre al passaporto.
Trovarsi in questa situazione e' comunque un'ottima prova per vedere se magari più in profondità esistano delle invarianti. E credo ci siano.

Tempo
Ad esempio progettare architettura in Italia vuol dire innanzitutto relazionarsi ad un contesto che ha una suo storia ed una sua dignità. In Asia (per quello che so Giappone e Cina le altre asie non le conosco) il contesto e' in continuo mutamento. da cui si incomincia ad intravedere un senso del tempo ben diverso dal nostro. Recentemente leggevo alcuni articoli che suggerivano, per capire meglio la Cina, di considerare uno stato di incertezza che c'e' quasi sempre. Qingyun Ma (direttore di MADA s.p.a.m.) richiama la mentalità agricola: e' annuale per cui non si può essere del tutto sicuri del futuro. Il qui e ora diventano quindi importantissimi.

Umanesimo
Tornando all' italianità, una cosa che ho notato e' che la matrice del design e dell'architettura e' di natura tecnologica in molti paesi. Il design spesso appartiene al dominio dell'arte o delle arti applicate. Per l'Italia mi sembrerebbe più corretto affermare che ci sia una matrice umanistica (questa sarebbe una cosa da chiederci: in che cosa il design italiano e' unico?). Se non ricordo male Mari ha affermato che e' stato lo studio del latino a rendere il design italiano diverso. Non e' magari un'affermazione da prendere alla lettera, però mi sembra corretto affermare che il design italiano, più di altri ha provato a capire l'uomo e a disegnare (nel senso alto del termine) metafore con cui ridiscutere il mondo ha usato uno sguardo umanistico più che scientifico.

Individualità
La discussione, il dibattito, la polemica, la mancanza di sincretismo mi sembrano altri elementi italiani abbastanza unici che fanno si che manchi un sistema che sostenga i singoli. In termini calcistici potremmo dire che siamo una squadra senza gioco (trapattonianamente difensivista) che si salva su giocate individuali.
A lungo andare è una strategia che non vince soprattutto oggi che c’è bisogno di strategie più che di soluzioni individuali.

Velocità
Il mio capo in Cina mi ripete che devo essere più veloce quando progetto che devo lavorare di più e leggere meno. All'interno del paradigma cinese con le sue regole e con i suoi tempi, ha ragione a dire questo. Ma a volte viene da chiedersi dove vadano tutti con questa grande fretta. Questo credo di pensarlo io, europeo, italiano che ha come scenografie dei propri ricordi spazi pubblici, strade uguali a se stesse nel tempo.

Al contrario di alcune parti dell’Asia, noi siamo un paese slow. Anche in questo caso può essere un ottima o pessima cosa, si pensi a slow food oppure ad un certo immobilismo decisionale a livello politico.

Identità
In conclusione direi che in questa società globalizzata, l’Italia deve, più di altri, aggiornare la propria identità ricordandosi la diversità di sguardo che questo paese può offrire agli altri.